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Akram Khan, Wim Vandekeybus, Hofesh Shechter: la danza contemporanea al maschile

 

Siamo abituati per stereotipo a sentire parlare solo di "ballerine", a vestire le nostre bambine con il tutù, a pensarle inclini a questo genere di cose per natura; non molto spesso tutto questo avviene per i maschi: sono in molti a credere che la danza non sia un'attività adatta a un bambino, che sia meglio indirizzarlo verso sport come calcio, basket, nuoto, arti marziali. Posto che l'ultima parola deve averla necessariamente il piccolo, a garanzia del fatto che la sua scelta dovrà farlo sentire bene e non pesargli, forse molti di noi non sanno che alla base della storia della danza ci sono grandi ballerini. Spaziodanza si è sempre aperta a stimolare nei giovani di sesso maschile la voglia di provare, di lasciarsi coinvolgere dalla poesia di questa disciplina. Molto del nostro orgoglio proviene dalla carriera di danzatori, tra cui Cristiano Fabbri, Francesco Mangiacasale, Emanuele Rosa. L'arte è di tutti e non fa distinzioni di sesso, di razza o di cultura. Anzi, più si mescola, più si contamina, più il risultato può risultare apprezzabile.

I ballerini che hanno contribuito a scrivere la storia della danza non si fermano ai più conosciuti, come Rudolf Nureyev, Wacław Niżyński, Michail Baryšnikov o il giovane Roberto Bolle. Nel panorama della danza contemporanea, per esempio, ci sono altrettanti professionisti che dovremmo consocere meglio per capirne l'apporto culturale: tra gli altri, Akram Khan, Wim Vandekeybus e Hofesh Shechter.

 

AKRAM KHAN

Nasce a Wimbledon, Londra, da genitori originari del Bangladesh, e inizia a ballare all'età di tre anni. La cultura della sua famiglia d'origine lo influenza moltissimo durante la propria formazione artistica: a soli sette anni impara la Bengali Folk Dance e si dedica al Kathak, uno stile caratteristico delle zone nord dell'India. Si tratta di una disciplina antica e molto complessa, in cui il movimento ritmico dei piedi ha un ruolo centrale proprio per via della difficoltà e della velocità di esecuzione: l'abilità del danzatore sta nel controllare con precisione matematica il tempo di battuta dei piedi a terra. Salti e piroette sono movimenti frequenti, così come i contrasti tra movimenti veloci e pose statuarie. Akram Khan porta nel suo stile questa eredità culturale, diventando un innovatore nel mondo della danza contemporanea.

 

WIM VANDEKEYBUS

Vandekeybus non è solo ballerino e coreografo: il suo talento artistico, vivo sin dall'adolescenza, si estende anche alla regia e alla recitazione. Nel 1986 fonda la sua compagnia, "ULTIMA VEZ", porta in scena il suo primo lavoro, "What the Body Does Not Remember" e vince il prestigioso New York Dance and Performance Awards, conosciuto anche come Bessie Award (in onore della ballerina e coreografa Bessie Schonberg). Nel 2012 vince il Kaizer Karel Price, premio che viene assegnato ogni tre anni a un artista a conferma del suo grande talento nel campo dell'arte e della cultura; con Ultima Vez riceverà anche l'Evens Art Prize per l'importante contributo apportato al mondo della danza contemporanea.

Vandekeybus è un grande innovatore, che fa della ricerca il motore della sua arte. Dirà in proposito: "per me, la FORMA deve essere diversa ogni volta". La staticità monocromatica non gli interessa: si serve dei diversi codici espressivi tipici di teatro, cinema, e danza per veicolare il suo messaggio; è il linguaggio più adatto ad esso a decidere la forma d'arte dei suoi lavori, sulla base della loro natura intrinseca. Questa sua fluidità artistica lo porta a collaborare con ballerini, atleti circensi e musicisti in varie discipline. Tra questi ultimi, composero per lui Peter Vermeersch e David Byrne.

Se volete assistere dal vivo a un suo spettacolo, segnate sulla vostra agenda che il 5 e il 6 dicembre 2015 Vandekeybus sarà al Teatro della Tosse, per portare in scena nella nostra città (in prima nazionale e unica data in Italia) "SPEAK LOW IF YOU SPEAK LOVE".

 

HOFESH SHECHTER

Hofesh ShechterNasce a Gerusalemme, in Israele, nel 1975. La sua carriera inizia a soli dodici anni, quando inizia a ballare in un gruppo di ballerini di danza folk. A quindici anni approda alla Jerusalem Academy of Music and Dance, mentre a 20 entra a far parte della Batsheva Dance Company. Madre assente, padre sentimentalmente irrequieto, da ragazzo trovò rifugio nella musica; dapprima nelle sinfonie di Bach e Brahms, poi nel progressivi Pink Floyd, fino a scoprire il movimento espressivo con Pina Bausch e perdersi negli sconfinati paesaggi sonori degli islandesi Sigur Rós. La fondazione di una sua compagnia, la Hofesh Shechter Company, nel 2008 lo porta ai vertici della danza contemporanea mondiale.
Caratteristica di Shechter è la capacità di indagare attraverso la danza e il movimento aspetti psicologici, sociali e antropologici dell’agire umano. Il suo movimento è ruvido, trae nutrimento dalle radici culturali della sua terra e dalla sua esperienza di vita; il suo linguaggio è fatto di movimenti rasoterra, striscianti, a braccia tese, piegati sulla schiena, a pugni chiusi, accompagnati da salti ed elevazioni; in una parola, virili.

La filosofia abbracciata dalla Hofesh Shechter Company si può riassumere in queste parole: "Crediamo che l’arte possa cambiare anche di poco il mondo, e che allo stesso tempo possa cambiare radicalmente l’universo individuale di ognuno di noi. Con il nostro salutare cinismo nei confronti della danza contemporanea, ci sforziamo di creare opere che hanno il potenziale di rendere reali le potenti connessioni del movimento. Abbiamo voluto sfidare i preconcetti che si fondano sulle performance dal vivo, cercando così anche di invogliare i giovani, inspirarli e coinvolgerli affinché riversino le loro energie nell’approfondimento dell’arte della danza”.

Al recente balletto "SUN" della Hofesh Shechter Company hanno preso parte anche Akram Khan e Wim Vandekeybus: una chiusura perfetta sul cerchio di eccellenza della danza contemporanea.

 

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